Meglio una cabina doccia o un box doccia? Cosa sono e come si scelgono?

La  doccia è una delle zone più importanti del bagno e necessita di piccoli accorgimenti, primo tra tutti è la scelta tra box doccia e cabina doccia.

 

  • PROFILI

i profili della doccia possono essere in alluminio bianco, quando vengono coperti da una vernice bianca di protezione contro l’ossidazione. I profili possono essere anche anodizzati, cioè avere una finitura argentata, molto simile alla cromatura. L’alluminio solitamente può ossidarsi e diventare nero, e la sua anodizzazione permette di evitare che questa accada: l’anodizzazione è un processo elettrochimico effettuato in fase industriale mediante il quale lo strato superficiale dell’alluminio viene ossidato in modo controllato per non farlo ossidare ulteriormente. Il procedimento si basa sull’inserimento del profilo di alluminio a bagno nell’acido solforico, ad un estremo del profilo viene applicato un anodo (polo positivo) e un catodo (polo negativo) viene immerso nella soluzione acquosa. Viene fatta passare corrente dal catodo all’anodo: questo favorisce l’ossidazione superficiale e lenta dell’alluminio senza farlo annerire.
I profili possono essere anche in acciaio inox cromato: la cromatura è un processo secondo il quale il materiale metallico da ricoprire (acciaio, rame ecc) viene ripulito con del nichel, che ha come particolarità quella di ricoprire le macroporosità dei materiali, per poi essere messo a bagno di cromo esavalente (o ultimamente da cromo tetravalente che è considerato più “ecologico”). Il pezzo di metallo viene inserito a bagno galvanico collegato ad un catodo (polo negativo) e un anodo (polo positivo) viene inserito nella soluzione collegato al cromo esa o tetravalente.  Di conseguenza vi sarà una riduzione del cromo che andrà ad aderire al metallo inserito nel bagno galvanico.

 

  • CRISTALLI

oggi il cristallo temprato è largamente utilizzato rispetto al plexiglass per le sue particolarità in caso di rottura. La tempra del vetro è un processo di raffreddamento rapido che permette al vetro di avere uno strato esterno solidificato prima dello strato interno che si solidifica più tardi. Solitamente nella maggior parte dei materiali, tranne l’acqua, la solidificazione di un liquido ne fa diminuire il volume. In questo caso il rapido raffreddamento dello strato esterno  fa ridurre il volume e crea uno strato esterno di compressione, mentre lo strato interno è ancora dilatato, che si solidifica più lentamente. Se l’impatto sul cristallo intacca solo lo strato esterno di compressione resiste e non si rompe, mentre se l’impatto raggiunge anche lo strato interno si sbriciola in mille pezzi.

I cristalli possono avere varie finiture rispetto alla classica trasparente: la satinatura è un processo chimico dovuto all’attacco da parte di acidi, che va a ridurre la trasparenza, ma non la luminosità e le proprietà meccaniche del cristallo (il cristallo rimane pressoché liscio). La sabbiatura invece è un processo meccanico di asportazione della patina superficiale grazie al contatto a pressione con sabbie di diversa granulometria (il cristallo diventa leggermente ruvido). L’effetto puntinato, piumato o alcune volta chiamato da alcuni fornitori Cincillà è la creazione di un vetro lavorato applicato ad un vetro trasparente temprato tramite un processo di incollaggio. L’oscuramento chimico del vetro è un altro procedimento che si basa sull’inserimento in fase di lavorazione di alcuni pigmenti colorati che fanno cambiare colore al cristallo. Ultimamente questa tecnica è tornata di moda dopo che negli anni 70 si era un po’ persa.

Ultima finitura del cristallo può essere impressa applicando delle pellicole plastiche di copertura del cristallo (serigrafia), questa tecnica è anche la più economica e consiste nell’applicare una pellicola adesiva e flessibile all’esterno del vetro della doccia con acqua e sapone.

 

 

Box Doccia Cabina Doccia

  • BOX DOCCIA

Il box doccia è una struttura che protegge una data zona del bagno e la salvaguarda da fuoriuscite di acqua. Esso può essere appoggiato su un pavimento piastrellato oppure su di un piatto doccia ed è aperto superiormente: in base alle misure del piatto doccia o al tipo di pavimento piastrellato di solito si sceglie la misura e la forma del box o della cabina. Se il piatto doccia o il pavimento è a contatto di una sola parete piastrellata, avrò bisogno di un box doccia ad U, se due, un box a L, se tre, un box a nicchia, se non ci sono pareti un box a O a centro stanza.

I box doccia si possono differenziare tra box doccia con o senza telaio e per il materiale che costituisce  e pareti:

BOX SENZA TELAIO si basano sulla portanza del box direttamente sulle pareti in cristallo sui quali sono inseriti dei piccolissimi profili minimal che portano i carrelli delle porte scorrevoli o le cerniere delle porte a battenti. L’estensibilità è metà dei box doccia con telaio ed è circa 1,5-2 cm per parte rispetto ai 3cm dei box con telaio. I box doccia senza telaio hanno uno stile molto moderno e sono più facili da pulire rispetto ai box con telaio.

BOX CON TELAIO hanno una struttura portante formata da profili in pvc, alluminio o acciaio inox che sostiene le pareti. Sono esteticamente più tradizionali rispetto quelli senza telaio. Solitamente i box con telaio hanno la possibilità di avere circa 3cm di estensibilità da ogni lato: l’estensibilità è la possibilità di espansione del profilo laterale attaccato alla parete del box (maschio), rispetto al profilo laterale (femmina) da attaccare al muro. Solitamente questi box doccia possono essere sia in cristallo temprato (vetro tecnico) oppure in plexiglass (materiale plastico).

 

  • CABINA DOCCIA

La cabina doccia invece è una struttura completa composta da piatto doccia, pareti che chiudono tutti i lati della doccia, anche quelli retrostanti, e un tetto di chiusura, che vincola l’umidità all’interno della struttura. Le caratteristiche positive della cabina doccia sono la praticità di avere un all in one: all’interno della cabina doccia talvolta ho idromassaggio, radio, luce e la possibilità di vincolare l’umidità all’interno della doccia, senza farla uscire nel bagno, con possibilità di inserire delle ventole di aspirazione che permettono di far fuoriuscire l’umidità tramite un apposito tubo di scarico.
Inoltre la cabina doccia, per i cristalli posteriori oscurati o satinati, non permette di far vedere il muro retrostante, caratteristica positiva se non voglio acquistare altre piastrelle e ricoprire i lavori appena fatti. Le cabine doccia inoltre hanno la caratteristica di poter essere posizionate anche sopra un pavimento preesistente senza rovinarlo, cosa che non viene fatta con il piatto di un box doccia, che deve essere incollato.Le caratteristiche positive del box doccia sono che il box è indipendente dal piatto e dalla colonna doccia: se a distanza di anni ho problematiche ad un componente, esempio il miscelatore, non sono costretto a cambiare il box e il piatto, ma solo il miscelatore, che posso sostituire con uno prodotto da qualsiasi fornitore.
Nelle cabine doccia, invece, in caso di rottura di un componente, sono vincolato ad acquistare solo ed esclusivamente il componente compatibile prodotto dal fornitore della cabina doccia stessa. Se non si riesce a reperire il componente dal fornitore, perchè fallito o non disponibile, l’unica soluzione che rimane è la sostituzione dell’intera cabina doccia. A differenza della cabina doccia, il piatto dei box doccia può avere altezze minime (3-6cm), e può talvolta essere incassato e farlo risultare molto basso rispetto al pavimento adiacente: le cabine doccia hanno solitamente piatti (dotati di piedini regolabili) di altezza dai 10 ai 16cm, sotto il quale ho la possibilità di applicare un tubo flessibile corrugato per collegare la piletta di scarico del piatto a qualsiasi scarico a pavimento che rientra nelle misure del piatto soprastante.

 

  • WALK IN

è una struttura in cristallo temprato da 6, 8 o 10mm che viene applicata per chiudere completamente un lato del box doccia (solitamente quello lungo). La particolarità del walk in è lasciare libero uno o due accessi sui lati corti del piatto doccia e “chiudere” i lati lunghi: su un piatto doccia 80×120 si può applicare un walk in sul lato lungo da 120×200 e lasciare uno, nel caso in cui il piatto sia in un angolo del bagno, o due accessi liberi, nel caso in cui il piatto sia appoggiato ad una sola parete.
Questa soluzione si addice forse più a pavimenti piastrellati che hanno una pendenza di scarico verso un pozzetto o una canalina o a piatti doccia di grandi dimensioni, dove la caduta di acqua permane all’interno della superficie di scarico. Nei piatti doccia di piccole dimensioni si sconsiglia l’applicazione di questo prodotto, in quanto potrebbe verificarsi una fuoriuscita di acqua dal piatto ed un eventuale deposito su di una superficie, che talvolta non è impermeabilizzata. Inoltre la situazione va peggiorando qualora sul pavimento esterno al piatto si accumuli acqua, per l’assenza di una pendenza adeguata per far rientrare l’acqua nel piatto.

 

 

  • POSA

il prezzo di posa di un box, cabina doccia o walk in varia in base al materiale scelto e dall’ambiente in cui si va a montare il box: prima di tutto più sarà facile da montare il box e meno chiederà l’artigiano per il montaggio, inoltre bisogna tenere in considerazione che un walk in con meno componenti rispetto ad una cabina doccia e quindi sarà più veloce da montare. L’ambiente in cui si va a montare la doccia è essenziale soprattutto che i muri siano in squadra e che le misure siano state prese bene in fase di scelta del box. La cabina doccia e il walk in si adattano meglio agli errori di valutazione, mentre il box doccia ha una tolleranza minore. Assicurarsi, inoltre in fase di misurazione, con laser o filo a piombo che il muro sia in squadra anche verticalmente: un muro fuori squadra di alcuni centimetri può creare notevoli danni all’istallazione del box, che talvolta non può compensare nemmeno estendendo al massimo il profilo. Affidatevi sempre ad un professionista prima di installare e ordine un box doccia.

 

  • PULIZIA

per poter pulire un materiale bisogna capire come è fatto e cosa vi si deposita sopra. Il vetro essendo un materiale amorfo e microscopicamente poroso permette il deposito e il leggero assorbimento. Solitamente nei box doccia lo sporco comunemente depositato è il calcare o carbonato di calcio (ph>7). Ci sono due soluzioni per avere sempre i cristalli della doccia puliti: la prima è evitare il deposito, asciugando il cristallo al termine della doccia. La seconda è utilizzare dei prodotti leggermente acidi per asportare il carbonato di calcio dal cristallo. In questo caso i prodotti anticalcare sono dei validi aiuti per la pulizia, fate solo attenzione a non spargere tali prodotti sui profili cromati e sulla rubinetteria. I prodotti acidi a contatto prolungato possono rovinare anche permanentemente le cromature.

 

  • CREAZIONE DI UN BOX DOCCIA

 

 

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