Solitamente gli impianti idraulici sono fatti in serie oppure in parallelo: nel primo caso la caldaia è collegata ad un radiatore, che sua volta è collegato ad altri e cosi via fino a quando si torna alla caldaia. Negli impianti in parallelo invece la caldaia è collegata singolarmente ad ogni radiatori, che sono indipendenti l’uno dall’altro.


IMPIANTO SERIE (MONOTUBO)

L’impianto in serie è una tipologia di circuito che parte dalla caldaia, passa in serie nei radiatori con un unico tubo e torna alla caldaia. Questo è il classico impianto tradizionale pesente nella maggior parte delle case che hanno almeno 40-50 anni. I tubi sotto muro di acqua calda e fredda in acciaio o in rame, di diametro da 12mm, venivano  predisposti ad una distanza di circa 40mm. Il radiatore in ingresso ha una valvola che collega acqua calda e fredda al radiatore dallo stesso foro di collegamento.

Pro:

Il sistema è di certo più economico e ha meno probabilità di avere perdite in quanto vi sono meno tubi.

Contro:

Prima di scaldarsi un radiatore deve scaldarsi quello precedentemente e se ho una perdita in un radiatore devo spegnere l’impianto per risolvere il problema.

 

IMPIANTO PARALLELO (BITUBO)

L’impianto in parallelo è una tipologia di circuito che parte dalla caldaia con un tubo di entrata e uno di uscita per ogni radiatore. È un sistema di impiantistica più moderno e presente da circa 40 anni. I tubi oggi vengono installati multistrato con un diametro da 16mm e vengono posizionati alle estremità del radiamore tramite una valvola e un detentore.

Pro:

Il sistema può riscaldarsi a zone o se voglio possono escludere solo uno dei radiatori dell’impinanto in quanto tutti i componenti sono indipendenti.

Contro:

Come impianto è meno economico di altri e avendo molti tubi in gioco ha più possibilità di perdite. Si ritiene cosi necessario di avere dei rubinetti di chiusura per escludere parti dell’impianto.

 

 

Una volta capito se ho un impianto in serie o in parallelo e se i miei termostati regolano la temperatura di stanze singole oppure di stanze in gruppo.

 

Ogni impianto di riscaldamento è pensato per soluzioni specifiche. Il cliente dovrebbe quindi capire, in base alla conoscenza del suo appartamento quello che fa meglio al caso suo. Gli impianti di riscaldamento possono essere di varia tipologia:

RADIANTE: questo tipo di sistema si basa sulla convezione termica, cioè l’acqua o il liquido è riscaldato dalla caldaia a circa 50-70 °C e una volta entrata nel radiatore scambia calore prima con il radiatore e poi con l’ambiente esterno, riscaldando l’aria del locale. I radiatori (o chiamati anche caloriferi o termosifoni) possono essere di varie misure dai 600 mm di altezza, fino ai 2000mm

TERMOCONVETTORI: Il sistema è simile a quello precedente e si basa sempre sulla convezione termica, ma in questo caso è forzata e spinta in ambiente da una ventola. É un impianto consigliato più in uffici e ambienti commerciali rispetto ad quelli domestici.

 

PAVIMENTO: questo tipo di riscaldamento si basa sulla convezione termica a bassa gradazione (circa 30°C) su grande superficie orizzontale. L’impianto è costituito da tubi multistrato da 16mm che formano una serpentina, posizionata su un materassino isolante, per vincolare il calore all’interno dell’appartamento e evitare che possa essere disperso nel massetto. Il riscaldamento di questo tipo si basa sull’avere l’impianto sempre acceso e a differenza di quello tradizionale che si può spegnere e accendere al bisogno, questo deve avere continuità per evitare di avere inutili dispersioni. Tra i riscaldamenti sotto descritti, questo è quello che percepito è il migliore, ma è anche il più critico da gestire qualora vi fosse una perdita: solitamente sul riscaldamento a pavimento viene posato il pavimento piastrellato incollato oppure quello galleggiante e quindi in caso di perdite devo andare a demolire parte del pavimento.

 

PARETE: questo tipo di riscaldamento si basa sulla convezione termica a bassa gradazione (circa 30°C) su grande superficie verticale. L’impianto è costituito da tubi multistrato da 16mm che formano una serpentina, posizionata su un materassino isolante, per vincolare il calore all’interno dell’appartamento e evitare che possa essere disperso nella parete. Il riscaldamento di questo tipo si basa sull’avere l’impianto sempre acceso e a differenza di quello tradizionale che si può spegnere e accendere al bisogno, questo deve avere continuità per evitare di avere inutili dispersioni. Tra i riscaldamenti a serpentina, questo è quello che è meglio gestibile e non è il peggiore in percezione, ma è anche quello che disperde maggiormente calore.

 

SOFFITTO: questo tipo di riscaldamento si basa sulla convezione termica a bassa gradazione (circa 30°C) su grande superficie orizzontale. L’impianto è costituito da tubi multistrato da 16mm che formano una serpentina, posizionata su un materassino isolante, per vincolare il calore all’interno dell’appartamento e evitare che possa essere disperso nel solaio. Il riscaldamento di questo tipo si basa sull’avere l’impianto sempre acceso e a differenza di quello tradizionale che si può spegnere e accendere al bisogno, questo deve avere continuità per evitare di avere inutili dispersioni. Tra i riscaldamenti a serpentina, questo è quello che fa percepire meno il calore.

 

BATTISCOPA: questo riscaldamento si basa sull’avere tutti i tubi del riscaldamento esterni a muro e pavimento e integrati al battiscopa. Questo sistema è innovativo ed economico, ma ha un rendimento inferiore rispetto al riscaldamento a serpentina

 

Prima di scegliere quale tipologia di impianto di riscaldamento che fa al caso mio è utile parlare con uno specialista del settore.